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20/06/2015
VIVERE CON LA GALLINA PRATAIOLA L’esperienza di formazione di Silvia, operatrice faunistica del Centro Studi Naturalistici Onlus, in missione al Centro di allevamento francese CEPOP-LPO

Studiare una qualsiasi specie animale presuppone di non “umanizzare” il suo comportamento, cercando di non commettere l’errore di utilizzare i nostri filtri nell’interpretare il comportamento animale.

Questo è uno dei primi insegnamenti appresi nel percorso di studi universitari in Comportamento Animale, che hanno lo scopo di formare persone che, come me, hanno scelto di vivere lavorando con gli animali e per gli animali.

Questo ed altri insegnamenti mi hanno accompagnato per tutto il periodo di lavoro trascorso in Francia presso il Centro di Allevamento per la Protezione degli Uccelli CEPOP-LPO per le attività di formazione previste nel progetto LIFE+ Tetrax. Qui ho appreso, ad esempio, che la formazione delle coppie da parte dell’operatore faunistico deve essere effettuata con grande cura e attenzione, che il contatto con gli animali deve avvenire con grande attenzione in quanto ogni azione, seppur la più piccola, risulta essere importante. Tanti gli esempi, come non perdere mai il contatto visivo della femmina quando ci si avvicina al nido per prelevare le uova perché essa osserva attentamente ogni tuo singolo movimento; la necessità di monitorare accuratamente e costantemente le uova o, ancora, l’emettere un fischio al pulcino nell’uovo nel momento del primo “pick”, quando cioè ha inizio la fase di schiusa.

Ho appreso anche che le necessità dei pulcini di gallina prataiola sono paragonabili, se non superiori,  a quelle di un neonato e che alcune di queste sono ancora sconosciute ed in fase di studio. Ho infine purtroppo dovuto imparare che circa la metà delle uova di gallina prataiola raccolte non arriverà mai alla fase di schiusa e che di quelle schiuse solo un terzo “daranno” individui utilizzabili per reintroduzioni e ripopolamenti.

E’ quindi evidente la difficoltà di vivere un’esperienza di oltre 700 ore di lavoro con il distacco che viene richiesto da un corretto approccio scientifico, pur con tutta la competenza e la professionalità possibili. Difficoltà che nasce dal semplice vivere giorno e notte a contatto con questo animale che ti proietta in una dimensione fatta di un continuo mix di gioia e dolore. Come assistere alla schiusa di un uovo nelle proprie mani con il pulcino che rivolge il suo sguardo verso di te rispondendo al tuo “fischio” di richiamo, accudirlo giorno e notte fino a quando, ormai cresciuto, inizia a fare le prime prove di volo come se stesse dicendo “sono cresciuto!”. O ancora, domandarsi mille volte dove si è sbagliato quando all’improvviso ci si ritrova ad assistere alla morte di quella che ormai era diventata una piccola parte di te! Questi sono alcuni dei momenti di forte emozione vissuti durante la mia esperienza di vita con la gallina prataiola e per la gallina prataiola.

Silvia Di Lella

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